Cosa è e a cosa serve?
L’ormone della crescita (GH, Growth Hormone), anche chiamato somatotropina, è un ormone prodotto dall’ipofisi, ghiandola situata alla base del cervello. Questo ormone ha un ruolo cruciale nello sviluppo dell’organismo, influenzandone la crescita ossea e il metabolismo.
Gli effetti dell’ormone della crescita sono molteplici. Tra i più importanti, il GH: promuove la crescita delle ossa e dei tessuti durante l’infanzia e l’adolescenza; regola il metabolismo dei grassi, delle proteine e dei carboidrati e aiuta nella riparazione e rigenerazione dei tessuti. Inoltre, aumenta i livelli di glucosio nel sangue e induce il fegato a produrne di nuovo. Alcune condizioni stimolano il rilascio di GH da parte dell’ipofisi, per esempio l’attività fisica (soprattutto l’allenamento con i pesi e ad alta intensità), il sonno e una dieta equilibrata, ricca di proteine e povera di zuccheri raffinati. Invece, è stato dimostrato che lo stress cronico può inibire la produzione di questo ormone.
Deficit di ormone della crescita nell’infanzia e in età adulta, cause e sintomi
Il deficit dell’ormone della crescita è il deficit ipofisario isolato, ossia senza altre alterazioni ormonali, più comune nei/lle bambini/e, ma può riscontrarsi anche in età adulta. Può essere congenito o acquisito. Il deficit congenito può essere per mutazioni genetiche che determinano anomalie del recettore del GHRH, l’ormone ipotalamico che stimola l’ipofisi a produrre GH, o del gene GH1, che codifica per l’ormone GH. Queste anomalie causano o una produzione di GH alterato e, quindi, ipofunzionante, o una mancata produzione dell’ormone. Il deficit acquisito si verifica per esempio in seguito a traumi cranici, tumori ipofisari o ipotalamici, radioterapia del cranio, infiammazioni o infezioni a livello cerebrale.
Nei/lle bambini/e, un deficit di GH può portare a una crescita rallentata o bloccata, con altezza inferiore rispetto alla media per età e sesso. I/Le bambini/e possono presentare anche ritardi nella maturazione ossea, nello sviluppo dei denti e possono essere soggetti/e a ipoglicemia (riduzione dei livelli di glucosio nel sangue).
Se non si interviene tempestivamente, il/la bambino/a, negli anni successivi, assume l’aspetto tipico della bassa statura ipofisaria, anche conosciuta come nanismo armonico, in cui c’è la bassa statura appunto, ma vengono mantenute le normali proporzioni tra arti superiori e arti inferiori. Questa caratteristica permette di distinguere la bassa statura da deficit di GH dal nanismo disarmonico (per es. dovuto ad alterazioni tiroidee), in cui non sono mantenute le proporzioni tra i segmenti corporee.
Negli adulti, un deficit di GH può causare una riduzione della massa muscolare e della densità ossea, un aumento della massa grassa, alterazioni del metabolismo con un associato aumento del rischio di malattie cardiovascolari.

Come si arriva alla diagnosi, quali esami fare?
Il sospetto diagnostico di una carenza dell’ormone GH viene posto sulla base di valutazioni cliniche e di misurazioni della crescita staturale e ponderale eseguite di routine dal pediatra. Il medico indirizza il/la paziente ad analisi di laboratorio per valutare le diverse cause di ridotta crescita, quali l’ipotiroidismo, la celiachia, la malnutrizione e gli stati infiammatori. Non è dirimente la misurazione basale del GH perchè i livelli di GH sono pulsatili, cioè presentano importanti variazioni nel corso della giornata e sono quindi difficili da interpretare. Si misurano quindi i livelli dell’IGF1, un fattore di crescita indotto dal GH, e i livelli della proteina che lo lega, IGFBP-3, che risulteranno essere inferiori rispetto ai valori medi correlati all’età del paziente. Se persiste il sospetto diagnostico si eseguono test di stimolazione del GH, dove si valuta la risposta della secrezione di questo ormone a seguito di stimoli specifici come, per esempio, somministrando arginina o insulina che dovrebbero determinare un aumento dei livelli dell’ormone nel sangue. Nei/lle pazienti con bassa statura e sospetto deficit di GH la diagnosi viene posta quando le concentrazioni di GH non raggiungono un valore soglia dopo due stimoli specifici eseguiti in giorni differenti. Possono essere inoltre indicati studi di imaging, come la radiografia del polso, per determinare l’età ossea (che in questi/e pazienti non corrisponde all’età anagrafica) e la RM dell’encefalo, per escludere patologie cerebrali sottostanti.
Analisi genetica, quando farla e quali geni testare?
In alcuni casi, il deficit di GH può avere una base genetica. E’ quindi possibile eseguire un’analisi genetica, volta a identificare mutazioni in geni specifici coinvolti nella produzione o nella funzione del GH. La ricerca del gene può essere effettuata se c’è un sospetto di una causa genetica, soprattutto in presenza di una storia familiare di deficit di GH.
Alcuni dei geni più studiati includono:
- GH1: gene che codifica per l’ormone della crescita;
- GHRHR: gene che codifica per il recettore del GHRH, l’ormone ipotalamico che stimola il rilascio del GH a livello dell’ipofisi;
- SHOX: gene coinvolto nello sviluppo osseo. Le mutazioni in SHOX possono causare bassa statura e altre anomalie in assenza di un deficit GH. La ricerca di questa mutazione può essere indicata quando sono state escluse cause più frequenti di bassa statura.

Terapia ed effetti collaterali
Una volta eseguita la diagnosi di deficit dell’ormone della crescita, il medico (pediatra e/o endocrinologo) deve stabilire il prosieguo delle cure a seconda del quadro clinico e delle cause sottostanti. La terapia principale per il deficit di GH è la somministrazione di GH ricombinante (rhGH) tramite iniezioni sottocutanee giornaliere al dosaggio prescritto dal medico a seconda dell’età del/lla paziente e della sua risposta alla terapia. Nei/lle bambini/e il trattamento dura fino al raggiungimento della statura definitiva. Negli adulti, la terapia può essere continua o ciclica a seconda del quadro clinico e della risposta al trattamento.
Gli effetti collaterali possono includere ritenzione di liquidi con formazione di edema, iperglicemia, dolori articolari e muscolari, alterazioni metaboliche. E’ dunque indicato un monitoraggio regolare della terapia.
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