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Cosa sono le Malattie Sessualmente Trasmesse (MST)?

Le malattie sessualmente trasmesse (MST) sono malattie causate da agenti patogeni e si trasmettono da sangue, sperma, liquidi vaginali o altri liquidi corporei durante i rapporti sessuali (vaginali, anali e orali) con un partner infetto. Il patogeno, passando da un soggetto infetto ad un soggetto sano, provoca l’insorgenza di un’infezione identificata come infezione sessualmente trasmissibile (IST) causa della Malattia sessualmente trasmissibile.

La trasmissione delle IST  può avvenire anche da persona incinta infetta al bambino durante la gravidanza oppure al momento del parto.

Le MST rappresentano un problema sanitario globale e gli adolescenti costituiscono la fascia più vulnerabile della popolazione. Se non diagnosticate in tempo possono causare anche infertilità.

test malattie sessualmente trasmissibili

Quali sono le Infezioni sessualmente trasmissibili?

I patogeni responsabili delle infezioni sessualmente trasmissibili (IST) possono essere batteri (Chlamydia trachomatis, Neisseria gonorrhoeae, Treponema pallidum, Gardnerella Vaginalis, Mycoplasma Genitalium, Mycoplasma hominis, Ureaplasma urealyticum, Streptococco di gruppo B), virus (HPV, Herpes virus, Epatiti B e C, HIV ) o protozoi (Trichomonas vaginalis).

Chlamydia

Chlamydia: cos’è?

La Chlamydia è un microrganismo talora responsabile di infezione batterica del tratto genitale causata da Chlamydia trachomatis. È difficile da rilevare dato che le infezioni allo stato iniziale sono asintomatiche. I sintomi di solito iniziano da una a tre settimane dopo l’esposizione all’agente eziologico e possono essere lievi, guarire spontaneamente oppure con manifestazioni più significative.

Quali sono i sintomi della Chlamydia?

La sintomatologia può includere:

    • Minzione dolorosa,
    • Dolore al basso ventre,
    • Secrezione vaginale nelle donne,
    • Secrezione dal pene negli uomini,
    • Dolore durante i rapporti sessuali nelle donne,
    • Sanguinamento non mestruale,
    • Dolore testicolare negli uomini.

Quale test effettuare?

Per diagnosticare un’infezione da Chlamydia trachomatis è possibile eseguire:

  • Una ricerca molecolare dell’agente patogeno su diversi campioni biologici quali: Tampone (cervico-vaginale o uretrale), urine, liquido seminale o liquido prostatico. L’esame mediante rilevazione qualitativa del DNA effettuata in Real Time PCR identifica la presenza del batterio.
  • Un prelievo ematico, per la ricerca degli anticorpi IgM, IgG, IgA con metodo immunoenzimatico.
    Le IgM sono indice di una risposta anticorpale primaria, indicano un’infezione recente o in atto; le IgG indicano un’infezione pregressa e sono predittive della memoria immunitaria dell’organismo. Le IgA sono predittive per la protezione contro le infezioni delle mucose (tratto respiratorio, alte e basse vie e tratto gastrointestinale, stomaco e intestino).

Gonorrea: cos’è?

È un’infezione batterica causata da Neisseria gonorrhoeae che principalmente infetta il tratto genitale, ma può anche svilupparsi nella bocca, nella gola, negli occhi e nell’ano. I primi sintomi della gonorrea compaiono generalmente entro 10 giorni dall’esposizione. Tuttavia, alcune persone possono essere infette per mesi prima che si manifestino segni o sintomi evidenti.

Quali sono i sintomi?

La sintomatologia può includere:

  • Secrezioni dense, torbide o contenenti sangue dal pene o dalla vagina
  • Dolore o sensazione di bruciore durante la minzione
  • Sanguinamento mestruale abbondante o tra un ciclo e l’altro
  • Testicoli dolorosi e gonfi
  • Movimenti intestinali dolorosi
  • Prurito anale

Quale test effettuare?

Per diagnosticare un’infezione causata da Neisseria gonorrhoeae è possibile eseguire:

  • Una ricerca molecolare dell’agente patogeno su diversi campioni biologici quali: Tampone (cervico-vaginale o uretrale), urine, liquido seminale o liquido prostatico. L’esame mediante rilevazione qualitativa del DNA effettuata in Real Time PCR identifica la presenza del batterio.

  • Un prelievo ematico, ricercando la presenza della risposta anticorpale mediata da immunoglobuline IgM, IgG e le IgA con metodo immunoenzimatico. Le IgM sono indice di una risposta anticorpale primaria, indicano un’infezione recente o in atto; le IgG indicano un’infezione pregressa e sono predittive della memoria immunitaria dell’organismo. Le IgA, sono immunoglobuline predittive per la protezione contro le infezioni delle mucose (tratto respiratorio, alte e basse vie e tratto gastrointestinale, stomaco e intestino).

Sifilide cos’è?

È un’infezione batterica causata da Treponema pallidum. La malattia colpisce i genitali, la pelle e le mucose, ma può coinvolgere anche molte altre parti del corpo, compresi il cervello e il cuore. I sintomi della sifilide possono manifestarsi in tre fasi: primaria, secondaria e terziaria. Alcune persone sperimentano anche la sifilide latente, in cui gli esami del sangue per la ricerca molecolare del Treponema pallidum sono positivi ma non sono presenti sintomi.

Quali sono i sintomi della Sifilide?

Inizialmente, nel sito dell’infezione, solitamente i genitali, il retto, la lingua o le labbra, può essere presente solo una piccola ferita indolore (ulcera). Man mano che la malattia peggiora, i sintomi possono includere:

  • Eruzione cutanea caratterizzata da piaghe rosse o bruno-rossastre, grandi quanto una monetina, su qualsiasi area del corpo, compresi i palmi delle mani e le piante dei piedi
  • Febbre
  • Linfonodi ingrossati
  • Affaticamento e una vaga sensazione di disagio

Se non trattata, i batteri della sifilide possono diffondersi nel corpo, provocando danni gravi agli organi interni e al cervello, e possono portare alla morte anche anni dopo l’infezione iniziale.

Alcuni dei segni e sintomi della sifilide in stadio avanzato includono:

  • Mancanza di coordinamento
  • Intorpidimento
  • Paralisi
  • Cecità
  • Demenza

Esiste anche una condizione nota come sifilide congenita, che si verifica quando una donna incinta con la sifilide trasmette la malattia al feto. La sifilide congenita può essere invalidante, persino pericolosa per la vita, quindi è importante che le donne incinte affette da sifilide vengano curate.

In qualsiasi fase, la sifilide può colpire il sistema nervoso. La neurosifilide può non causare segni o sintomi oppure può causare:

  • Mal di testa
  • Cambiamenti di comportamento
  • Problemi di movimento

Quale test effettuare?

La diagnosi per infezione da Treponema pallidum si effettua con:

  • ricerca molecolare dell’agente patogeno su materiali o liquidi biologici. L’esame permette una rilevazione qualitativa del DNA effettuata in Real Time PCR ed identifica la presenza del batterio.

  • un prelievo ematico, ricercando quantitativamente la presenza della risposta anticorpale con emoagglutinazione in chemiluminescenza (ricerca TPHA) oppure dosando le immunoglobuline IgM, IgG con metodo immunoenzimatico. Le IgM sono indice di una risposta anticorpale primaria, indicano un’infezione recente o in atto; le IgG indicano un’infezione pregressa e sono predittive della memoria immunitaria dell’organismo. 

Sono infezioni batteriche causate da batteri quali Gardnerella Vaginalis, Mycoplasma Genitalium, Mycoplasma hominis, Ureaplasma urealyticum, Streptococco di gruppo B.

Quali sono i sintomi?

Si manifestano con sintomi quali:

  • secrezioni anomale dei genitali
  • comparsa di prurito a livello genitale, anale o buccale..
  • dolore pelvico con eventuale sanguinamento durante o dopo i rapporti sessuali.

Quale test eseguire per la diagnosi?

Per diagnosticare un’infezione causata da Gardnerella Vaginalis, Mycoplasma Genitalium, Mycoplasma hominis, Ureaplasma urealyticum è possibile eseguire una ricerca molecolare dell’agente patogeno su diversi campioni biologici quali: Tampone (cervico-vaginale o uretrale), urine, liquido seminale o liquido prostatico. L’esame mediante rilevazione qualitativa del DNA effettuata in Real Time PCR identifica la presenza del batterio.

Per lo Streptococco di tipo b è possibile effettuare la ricerca mediante esame colturale di prelievo microbiologico.

Trichomonas cos’è?

 

Il Trichomonas è un protozoo, parassita microscopico unicellulare, chiamato Trichomonas vaginalis, che causa un IST. Il protozoo si diffonde durante i rapporti sessuali con soggetto infetto. L’organismo di solito infetta le vie urinarie negli uomini, ma spesso non provoca sintomi; nelle donne infetta la vagina. 

Quali sono i sintomi?
I sintomi possono comparire entro 5-28 giorni dall’esposizione e vanno da una lieve irritazione a una grave infiammazione. I sintomi possono includere:

  • Secrezioni vaginali chiare, bianche, verdastre o giallastre
  • Secrezione dal pene
  • Forte odore vaginale
  • Prurito o irritazione vaginale
  • Prurito o irritazione all’interno del pene
  • Dolore durante i rapporti sessuali
  • Minzione dolorosa

Quale test effettuare?

Per diagnosticare un’infezione causata da Trichomonas vaginalis è possibile eseguire una ricerca molecolare dell’agente patogeno su diversi campioni biologici quali: Tampone (cervico-vaginale o uretrale) e urine, L’esame mediante rilevazione qualitativa del DNA effettuata in Real Time PCR identifica la presenza del batterio.

E’ possibile inoltre ricercare tale protozoo attraverso la ricerca da prelievo microbiologico (tampone vaginale o uretrale) oppure da urine. La ricerca microbiologica consente di rilevare la presenza del Trichomonas vaginalis già a minime concentrazioni di microrganismi.

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Malattie sessualmente trasmissibili: senza sintomi

Molte malattie sessualmente trasmissibili non presentano segni o sintomi. Generalmente, è asintomatica alle MST la popolazione maschile. Anche senza sintomi, tuttavia, le IST possono essere trasmesse ai partner sessuali. Quindi è importante usare protezioni, come il preservativo durante il sesso ed effettuare lo screening delle malattie sessualmente trasmissibili in modo da poter identificare e curare un’infezione prima di poterla trasmettere.

MST: come prevenirle?

Le MST possono essere evitate adottando pratiche sessuali sicure per tutti i rapporti (vaginali, anali ed orali) con l’utilizzo del preservativo. E’ buona prassi sottoporsi a screening per diagnosi precoce al fine di attuare trattamenti tempestivi per impedirne la diffusione. Per alcune infezioni sessualmente trasmissibili è possibile vaccinarsi.

È consigliato per le donne di qualsiasi età l’esame del microbiota cervico-vaginale, gruppo di batteri che risiedono nella vagina che possono essere rilevati con strumenti di genetica molecolare direttamente da secreto vaginale, il campionamento può essere eseguito direttamente dalla paziente. L’equilibrio della microflora vaginale è fondamentale per evitare una disbiosi causa di vaginosi batterica, tale condizione patologica è un fattore di rischio per le MST causate da batteri (Neisseria gonorrhoeae, Chlamydia trachomatis, e Mycoplasma genitalium), da virus (HPV), e da protozoi (Trichomonas vaginalis).

Dott.ssa Angela Marano
Specialista in Patologia e Biochimica Clinica

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